Arriva direttamente dalla nazionale slovena dei record lo scoutman dalla Geovertical Geosat: è Roberto Di Maio, l’uomo delle statistiche che ha vinto la medaglia d’argento all’ultimo europeo con la nazionale slovena di mister Giuliani. Un curriculum importante per Di Maio che vanta esperienze in serie A nelle migliori piazze italiane. Lo scorso anno infatti ha fatto il secondo con la formazione di Piacenza che è stata promossa in Superlega e ha vinto la coppa Italia di A2. Sempre nella città emiliana è stato per 4 anni come scoutman. Tre anni poi a Monza in A1 e A2, due a Milano in A2 e uno a Gela sempre in A2. Insomma un profilo di altissima qualità che si unisce alla staff di Falbella e Iannarella , con cui lavoreranno per una stagione in cui il Lagonegro vorrà sicuramente dire la sua.

Roberto quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a venire a Lagonegro?

La prima volta che ho parlato con il coach è stato all’inizio dell’estate poi, le cose non sono andate in porto. Quando abbiamo avuto il secondo contatto era quasi un segno del destino che dovessi arrivare.

Hai avuto modo di conoscere lo staff e gli atleti, che stagione ti aspetti ?

Si ho conosciuto, oltre allo staff tecnico buona parte dello staff medico. Per quanto riguarda i giocatori conosco Robbiati dal 2011 quando eravamo a Monza, gli altri inizierò a conoscerli meglio non più solo come avversari. Mi aspetto una stagione di alta competizione, il mix dei due gironi della scorsa stagione ha portato molta qualità.

Hai vissuto l’europeo con la formazione “italslovena”  insieme ai Mister Alberto Giuliani e Alfredo  Martillotti ,un successo che entra nella storia dello sport sloveno, ma anche del volley europeo. Una cavalcata trionfale che si è fermata sull’ultimo ostacolo, una Serbia straripante con gli stessi campioni che giocano nel campionato Italiano. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Non solo l’aver partecipato agli europei mi ha fatto crescere. E’ stata un’estate molto costruttiva dove ho avuto la fortuna di lavorare oltre con persone di grande esperienza e voglia di vincere, a contatto con un popolo straordinario. La gara contro la Serbia purtroppo non è andata come si desiderava, ma questo è lo sport. E’ stato il mio primo europeo : penso che posso catalogato come positivo. Il potersi confrontare e studiare gli atleti più forti d’Europa mi ha dato la possibilita di prestare piu attenzione ad alcuni particolari che, nei momenti decisivi, fanno la differenza.

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